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Morbo di Crohn

La Malattia di Crohn o Morbo di Crohn è anch’essa una malattia cronica, prende il nome dal chirurgo che all’inizio degli anni Trenta descrisse questa patologia.

La Malattia di Crohn ha una incidenza di 2-4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti anno e una prevalenza di 30-50 casi ogni 100.000 abitanti dati riferiti alle popolazioni europee e del nord America.
La localizzazione della patologia è molto variabile, la malattia può interessare qualunque tratto del tubo digerente caratteristicamente “dalla bocca all’ano”.

Generalmente il 50% dei pazienti presenta un interessamento sia dell’ultima ansa dell’intestino tenue, sia del colon, nel 25% dei casi è coinvolta soltanto l’ultima ansa ileale, mentre nel 20% soltanto il colon diffusamente o solo in parte.

Nel restante 5% vi può essere presenza di lesioni dell’esofago, dello stomaco, del duodeno e del digiuno, in genere associate all’interessamento dell’ileo e/o del colon. La distribuzione delle lesioni sono tipicamente segmentarie (o “a salto”).

Una caratteristica  fondamentale anatomo-patologica della M. di Crohn è l’aspetto transmurale dell’infiammazione “a tutto spessore”, che si presenta con fibrosi ed edema della sottomucosa con presenza dei tipici granulomi che sono il marker istologico più caratteristico della malattia.

Il quadro clinico è nelle fasi iniziali di malattia simile a quello della Colite Ulcerosa; dolori addominali prevalentemente localizzati in fossa iliaca destra o periombelicali, feci diarroiche con presenza o meno di sangue, calo di peso e febbricola.

Nelle fasi avanzate il decorso cronico si manifesta con un quadro fistolizzante e/o stenotizzante con sintomatologia a carattere occlusivo o subocclusivo. 

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